Il settore ittico lancia un nuovo e disperato grido d’allarme. Dal comparto della pesca arriva un appello formale e accorato indirizzato al Governo nazionale: l’introduzione di un prezzo politico e massimo protetto del gasolio compreso tra i 60 e i 70 centesimi al litro. Una misura ritenuta ormai imprescindibile per evitare lo stop totale delle marinerie e scongiurare il tracollo economico di centinaia di famiglie.
Un peso insostenibile per le marinerie
Negli ultimi anni l’impennata dei costi di gestione e, in particolare, l’aumento vertiginoso del carburante hanno reso l’attività economica insostenibile. Con i prezzi del gasolio schizzati verso l’alto (con punte che in diversi periodi hanno superato ampiamente l’euro al litro), uscire in mare per le normali battute di pesca non copre più i costi vivi di produzione.
Dal Centro Permanente per il Coordinamento delle politiche locali della pesca e dalle marinerie dell’area (che uniscono le voci degli operatori di Sciacca, Trapani e della Sicilia) si evidenzia un divario drammatico: in un decennio i costi energetici sono quasi triplicati, mentre i redditi degli equipaggi e degli armatori hanno subito un crollo verticale, stimato in alcune analisi di categoria persino dell’85%.
La richiesta di un prezzo politico
Gli operatori economici spiegano che i contributi tampone o i crediti d’imposta parziali non bastano più a garantire la sopravvivenza delle imprese. Serve un cambio di passo radicale attraverso un intervento strutturale da parte dello Stato. La proposta avanzata è chiara: fissare un tetto massimo protetto per il gasolio ad uso pesca intorno ai 70 centesimi al litro.
Senza questo “prezzo politico”, il rischio concreto è che la flotta peschereccia sia costretta a fermarsi del tutto, decretando la fine di una filiera strategica non solo dal punto di vista economico e occupazionale, ma anche per la salvaguardia delle tradizioni marinare e della sicurezza alimentare dei mercati locali. La palla passa ora al Governo: le marinerie chiedono risposte urgenti per evitare che i porti siciliani si svuotino definitivamente.


