Vai al contenuto

Radio Studio 5

Caos Galleria Belvedere: il Consiglio Comunale si appella al Prefetto: “Lavori fino al 2029, la città non regge”

Un’arteria fondamentale chiusa per anni, quasi 10 mila veicoli al giorno dirottati sulla viabilità urbana, strade comunali colabrodo e un corpo di Polizia Municipale ridotto all’osso. Quella che doveva essere un’opera pubblica necessaria rischia di trasformarsi in una paralisi permanente per Sciacca e i Comuni limitrofi. A lanciare l’allarme definitivo è il Presidente del Consiglio Comunale, Ignazio Messina, che con una nota ufficiale inviata al Prefetto di Agrigento, Dr. Salvatore Caccamo, ha chiesto un intervento urgente dell’Ufficio di Governo per mediare una situazione ormai insostenibile.

La risposta di ANAS e il nodo dei tempi: cantieri aperti fino al 2029

Il pomo della discordia riguarda i tempi e le modalità di esecuzione dei lavori di demolizione e ricostruzione della Galleria Belvedere, gestiti da ANAS S.p.A. Dopo una prima richiesta da parte del Comune di accelerare l’iter – prevedendo doppi turni, lavori notturni o l’applicazione del “premio di accelerazione” per la ditta appaltatrice –, la risposta dell’azienda di Stato è arrivata come una doccia fredda. Rispetto ai lavori notturni e ai doppi turni, la presenza di edifici residenziali nelle immediate vicinanze rende impossibile la demolizione e il piantamento dei 550 pali trivellati nelle ore notturne a causa del forte impatto acustico e delle vibrazioni. Inoltre, il “premio di accelerazione” resta una semplice facoltà dell’azienda e non c’è una chiara volontà di applicarlo. Con queste premesse, se il cronoprogramma dovesse essere rispettato senza intoppi, la fine dei lavori è prevista soltanto per il 22 settembre 2029. Si prospettano tre anni e mezzo di sofferenza che, secondo l’Amministrazione locale, la città non può affrontare a risorse invariate.

Lo scaricabarile e la paralisi del traffico

Oltre alla durata dei cantieri, a preoccupare le istituzioni locali sono le responsabilità scaricate da ANAS sull’Ente comunale. L’azienda dei trasporti ha infatti ribadito che sia la gestione del traffico urbano, sia la manutenzione delle strade comunali su cui è stato deviato il flusso viario della SS 115, restano ad esclusivo carico del Comune di Sciacca. I numeri raccontano una realtà drammatica: ogni giorno le strette ed intestine strade urbane devono assorbire circa 9.575 veicoli, tra cui oltre 1.100 mezzi pesanti. Un carico insostenibile per la rete stradale locale, già segnata da precarie condizioni strutturali e frequenti guasti alla rete idrica. La situazione è aggravata dalla carenza d’organico delle forze dell’ordine locali. Come evidenziato dallo stesso Comandante della Polizia Municipale in una relazione interna, il Comando soffre di una criticità strutturale cronica ed è stato richiesto l’innesto d’urgenza di almeno 10 nuovi agenti per poter presidiare i punti nevralgici della viabilità.

Attività economiche in ginocchio: l’incubo della campagna olearia

L’impatto del cantiere non si limita ai disagi automobilistici quotidiani, ma sta già colpendo duramente l’economia della zona. Con l’imminente avvio della stagione olearia e la presenza di numerosi frantoi nel territorio, la deviazione dei camion e l’eliminazione dei parcheggi lungo le arterie interessate rischiano di soffocare le attività produttive locali e il commercio. “Questa non è una temporanea emergenza da affrontare per qualche giorno con i mezzi ordinari, ma una vera e propria crisi che richiede risorse e strumenti straordinari”, si legge nella missiva inviata al Prefetto.

La richiesta al Prefetto: subito un tavolo d’emergenza con la Regione

Con la seduta del Consiglio Comunale straordinario pronta a votare un documento unitario sulle proposte da presentare alla Stazione Appaltante, la presidenza dell’assise municipale chiede ora al Prefetto di Agrigento di farsi promotore e garante di un tavolo tecnico urgente che veda attorno allo stesso tavolo il Comune di Sciacca, i vertici di ANAS S.p.A., gli Uffici Tecnici e la Regione Siciliana. L’obiettivo è uno solo: ridefinire accordi che, alla prova dei fatti, si stanno dimostrando devastanti per la vivibilità e l’economia del territorio.

BannerLibero-01

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Le interviste