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Radio Studio 5

Siciliacque raziona l’acqua per l’agrigentino: scatta la diffida di Aica

Sale la tensione nella provincia di Agrigento per la crisi idrica, un paradosso che vede gli invasi colmi ma i rubinetti a secco. Lo scontro istituzionale si è inasprito dopo la decisione di Siciliacque di ridurre la fornitura mensile a un tetto di 800mila euro, motivata dai mancati pagamenti e dai debiti accumulati da Aica. In risposta, Aica ha inviato una diffida formale alla società regionale, ponendo un ultimatum perentorio di tre giorni per incrementare immediatamente l’erogazione d’acqua. I vertici dell’azienda denunciano il rischio concreto di un’emergenza igienico-sanitaria e sociale alle porte dell’estate, causata da uno stallo che minaccia l’ordine pubblico. La missiva, inviata per conoscenza al governatore Schifani e ai vertici regionali, è stata trasmessa anche alle Procure di Agrigento e Palermo. Se Siciliacque non risponderà entro 72 ore, Aica attiverà le vie giudiziarie, chiedendo alla Regione interventi straordinari di protezione civile. Il tutto mentre l’azienda tenta di regolarizzare gli utenti che prima si affidavano a un sistema non autorizzato di autobotti.

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