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Radio Studio 5

Acqua, Aica e Autobotti: duro richiamo al rispetto della legalità da parte della Procura di Agrigento

La crisi idrica nell’Agrigentino si trasforma in una frattura sociale senza sosta. Il blocco delle autobotti, causato dalla protesta dei trasportatori contrari alle nuove regole Aica su tracciabilità e contratti, ha lasciato interi quartieri a secco, spingendo il Procuratore di Agrigento, Giovanni Di Leo, a un duro richiamo alla legalità. Il magistrato ha ricordato che il servizio idrico è essenziale e non tollera forniture non controllate, avvertendo che ogni deviazione costituisce reato e mette a rischio la salute pubblica. Il monito giunge nel pieno dello scontro politico, con alcuni sindaci che attaccano il CdA di Aica — guidata da Danila Nobile — chiedendone le dimissioni, nonostante l’azienda difenda la linea del rigore: nessun prelievo è concesso a chi è privo di contratto. Di Leo ha inoltre puntato il dito contro l’abusivismo edilizio, chiarendo che le irregolarità abitative non possono giustificare deroghe sulla qualità dell’acqua. Mentre la Regione tenta di tamponare l’emergenza inviando mezzi propri e volontari, la Procura della Repubblica mette un punto fermo: l’acqua non può restare ostaggio di proteste e serve il rientro immediato nei binari della legge.

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