Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana ha messo la parola fine al contenzioso legale sulla gara indetta dall’ASP di Agrigento. I giudici hanno confermato la piena legittimità della procedura e la correttezza dell’operato della società agrigentina, condannando la ricorrente al pagamento delle spese processuali.
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La sentenza del CGA: legittima la procedura e piena fiducia all’operatore locale
Si chiude definitivamente, con una sentenza netta che sgombra il campo da ogni dubbio interpretativo, il contenzioso giudiziario incentrato sull’affidamento del delicato servizio di ritiro, trasporto e smaltimento dei rifiuti sanitari, pericolosi e a rischio infettivo, dell’Azienda Sanitaria Provinciale (ASP) di Agrigento. Con la pronuncia emessa e pubblicata il 4 novembre 2026, i giudici del Consiglio di Giustizia Amministrativa (CGA) per la Regione Siciliana hanno ufficialmente respinto il ricorso presentato dalla Ugri S.r.l. – società con sede a Carini – confermando in toto l’aggiudicazione della gara in favore della L.V.M. S.r.l., operatore economico con sede a San Biagio Platani.
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La decisione dei giudici amministrativi d’appello di fatto blinda l’esito della procedura, confermando integralmente la sentenza di primo grado già emessa dal TAR Sicilia, e premiando le tesi portate avanti dai legali della società agrigentina.
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Il cuore della controversia: la genesi della gara e le contestazioni
Il contenzioso traeva origine dalla procedura di gara indetta dall’ASP di Agrigento nel dicembre del 2025. In seguito all’aggiudicazione del servizio alla L.V.M. S.r.l., la concorrente Ugri S.r.l. aveva deciso di impugnare gli atti amministrativi dinanzi agli organi di giustizia amministrativa, avanzando una richiesta esplicita di esclusione della ditta di San Biagio Platani.
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Nel dettaglio, la società catanese fondava le proprie argomentazioni contestando un presunto “grave illecito professionale”. Secondo la tesi della ricorrente, tale condotta illecita sarebbe derivata dall’annullamento di una precedente procedura di gara risalente al 2024, elemento che a parere della Ugri avrebbe dovuto inficiare l’affidabilità dell’operatore agrigentino e determinarne l’esclusione dal mercato degli appalti pubblici.
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Le motivazioni del Collegio: nessun falso o forzatura
Nel respingere l’appello della Ugri S.r.l., il CGA ha sposato in pieno l’impostazione difensiva sostenuta nel corso del giudizio dagli avvocati Girolamo Rubino e Massimiliano Valenza, legali rappresentanti della L.V.M. S.r.l.
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Il Collegio giudicante ha chiarito in modo inequivocabile che l’azienda agrigentina non ha mai reso dichiarazioni false, reticenti o fuorvianti nei confronti dell’amministrazione appaltante. Nella sentenza viene ribadito un principio fondamentale in materia di contratti pubblici: un semplice rilievo di carattere formale o la mera menzione di vicende amministrative pregresse non sono sufficienti a configurare la fattispecie di grave illecito professionale. Per giungere a un’esclusione per motivi di affidabilità professionale, infatti, occorrono elementi concreti, gravi e comprovati, capaci di compromettere realmente l’integrità e la reputazione dell’operatore economico sul mercato, circostanze che nel caso specifico non sono state riscontrate.
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Condanna alle spese per la ricorrente
Oltre a confermare la bontà dell’aggiudicazione dell’appalto in capo alla L.V.M. S.r.l. e la legittimità dell’operato procedurale dell’ASP di Agrigento, i giudici del CGA hanno provveduto a regolare il profilo economico del contenzioso.
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A carico della Ugri S.r.l. è stata disposta la condanna al pagamento delle spese legali relative al secondo grado di giudizio. L’importo complessivo è stato liquidato in 8.000 euro (cui vanno sommati gli accessori di legge previsti), somme che la società ricorrente dovrà suddividere in parti uguali tra l’ASP di Agrigento e la stessa L.V.M. S.r.l.
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Con questo pronunciamento definitivo del CGA si garantisce la piena continuità e la certezza nella gestione di un servizio pubblico essenziale e particolarmente sensibile per la sicurezza sanitaria del territorio agrigentino, tutelando al contempo la solidità e la correttezza delle procedure amministrative adottate dall’Azienda Sanitaria Provinciale.


