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Radio Studio 5

Mafia dei Monti Sicani, sentenza di primo grado: 4 condanne e 2 assoluzioni. 8 anni al boss Salvatore Imbornone

Si è chiuso con quattro condanne e due assoluzioni il processo di primo grado nato dall’inchiesta antimafia che ha svelato gli assetti e gli affari del mandamento mafioso di Lucca Sicula e Ribera, facendo luce sui legami tra le cosche, l’imprenditoria e la politica locale. Il verdetto è stato emesso dal collegio dei giudici presieduto da Antonino Cucinella.

Le condanne inflitte dal tribunale sono risultate nel complesso inferiori rispetto alle richieste avanzate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo.

Le condanne e le pene inflitte

Al vertice della struttura criminale c’è il nome di Salvatore Imbornone, 66 anni, di Lucca Sicula: il collegio lo ha condannato a 8 anni di reclusione (a fronte dei 18 anni chiesti dall’accusa), riconoscendogli il ruolo di promotore e organizzatore in qualità di capomandamento.

Pene detentive disposte anche per altri imputati ritenuti inseriti nelle articolazioni territoriali di Cosa nostra:

  • 6 anni e 8 mesi di reclusione per Francesco Caramazza, 53 anni, di Favara, accusato di far parte della cosca locale.
  • Pene analoghe e condanne disposte per Antonino Perricone, 54 anni, di Villafranca Sicula (ritenuto membro della famiglia mafiosa del centro sicano) e per Giuseppe Maurello, considerato un affiliato del clan di Lucca Sicula.

Le assoluzioni: fuori dal processo il consigliere comunale

Il tribunale ha disposto l’assoluzione per due degli imputati chiave del procedimento. Tra questi figura Gabriele Mirabella, consigliere comunale di Lucca Sicula, difeso dagli avvocati Vincenzo Castellano e Teo Calderone: l’accusa gli contestava il reato di favoreggiamento personale con l’aggravante di aver agevolato Cosa nostra, aiutando i membri del clan a eludere le indagini.

Assolto anche Nicolò Riggio, 60 anni, di Burgio, che rispondeva dell’accusa di appartenenza alla famiglia mafiosa locale.

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