Articolo di Maria Di Giovanna
Il 22 agosto, presso l’arena Badia Grande, sarà riproposto, per l’interesse suscitato alla prima visione avvenuta a giugno, il film “Bacio il mare”, prodotto dall’associazione “Insieme per gli altri” che già tre anni fa aveva realizzato un’altra opera cinematografica, “Tutto accadde un’estate”. Anche in questo caso, alla nobile finalità di beneficenza, cui sono destinati i proventi, si è affiancata l’intenzione di raggiungere esiti di piacevolezza e insieme di decoro artistico. Un confronto con il precedente film dell’associazione può servire a mettere a fuoco i caratteri distintivi di “Bacio il mare”. Come in ” Tutto accadde un’ estate”, anche adesso l’ideazione si è avvalsa di un procedimento di contaminazione che ibrida generi diversi, ma con diversa miscela e gerarchia degli ingredienti. In “Tutto accadde un’estate” nella prevalente struttura della commedia all’italiana si innestavano solo a un certo punto i generi del poliziesco e del thriller e soprattutto i punti di forza risiedevano in un iperbolico gioco parodico e in un tradizionale strumento del comico, ovvero la ripetizione esilarante di un incidente che in varie forme colpiva il protagonista, in apparenza quasi a punizione di un illecito amoroso. In “Bacio il mare” invece nel terreno di una trama sentimentale (un amore contrastato dalla madre di lei) si inserisce quasi subito, prendendo poi preminente rilievo, il genere del thriller, intrecciato a quello del poliziesco, ai quali si deve un ritmo veloce e infine travolgente (particolarmente nelle scene di un inseguimento a mare). Risulta ridimensionato viceversa l’ingrediente comico, confinato – ma sono comunque divertenti macchie di colore – nella figura della madre della protagonista (che vorrebbe influire sulle scelte amorose della figlia in base a criteri da ‘mercato matrimoniale’) e nel pettegolezzo reiterato di tre implacabili ‘comari’. Vi è però una differenza marcata tra i due film, ovvero una progettualità più ambiziosa che, in “Bacio il mare”, andando al di là dell’offerta di gradevole intrattenimento, si propone di ricavare dalla trama un forte messaggio civile e in senso lato politico: la difesa della natura, del pianeta, come anche del luogo dove ci si trova a vivere. In particolare, il preoccupante deperimento della barriera corallina entra fortemente nella vicenda, ricordando a tutti i pericoli cui conduce lo sviluppo malato della nostra società. All’ampliamento del progetto inventivo, sotteso a “Bacio il mare”, corrisponde, poi, una maggiore complessità della struttura. È presente così una cornice, all’interno della quale un narratore, che si distingue per naturale e rilassata eleganza del dire, introduce gli svolgimenti della trama ed offre la chiave, la prospettiva con cui leggerli, ovvero la responsabilità dei cittadini verso la propria città (che nello specifico caso di quella storia è Sciacca, protagonista pure del film con i suoi suggestivi scorci, con la sua bellezza che resiste agli oltraggi di taluni poco solleciti suoi figli). E che si ricorra, ad apertura e chiusura, a una struttura di contenimento di antica tradizione nell’ambito novellistico (poi anche approdata al cinema) – la cornice che, incastonando la storia vera e propria, mira a un effetto di armonia e insieme è luogo di riflessione – dice della cura dei responsabili della regia, del soggetto, della sceneggiatura di questo film che pure si avvale di volenterosi attori non professionisti, tutti impegnati encomiabilmente a titolo gratuito.


