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Radio Studio 5

Controlli dei carabinieri a tutela dell’ambiente: sequestrato un impianto di recupero e trattamento di rifiuti (foto)

Una vasta area di stoccaggio sequestrata, tonnellate di rifiuti speciali sotto sigilli e accertamenti in corso sulla gestione di vecchie imbarcazioni usate per le traversate migratorie. Questo il bilancio del pesante blitz scattato nel territorio comunale di Racalmuto, dove i Carabinieri del Centro Anticrimine Natura di Agrigento hanno apposto i sigilli a un impianto di recupero e trattamento di rifiuti.

L’operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica di Agrigento, si inserisce nella più ampia e costante attività di prevenzione e contrasto agli illeciti ambientali nella provincia. Il controllo sul campo ha visto anche il supporto specialistico del personale tecnico del Dipartimento di Agrigento dell’ARPA Sicilia.

Sigilli a un’area enorme: c’erano anche oli esausti

Nel corso dell’ispezione, i militari e i tecnici dell’Arpa hanno riscontrato diverse difformità rispetto alle severe normative ambientali vigenti e, in particolare, alle prescrizioni contenute nel titolo autorizzativo concesso alla ditta per operare nel settore del trattamento rifiuti.

Il provvedimento di sequestro penale è stato massiccio e ha interessato:

  • Un’area complessiva di circa 2.500 metri quadrati.
  • 4 macchine operatrici utilizzate per la movimentazione dei materiali.
  • 50 contenitori in plastica da mille litri ciascuno, alcuni dei quali colmi di oli esausti.
  • 4 cassoni scarrabili contenenti rifiuti solidi urbani indifferenziati.
  • 10 cassoni in ferro in cui erano stati miscelati rifiuti di diversa natura.

Il giallo delle imbarcazioni di Lampedusa

L’elemento più delicato dell’intera operazione riguarda la presenza all’interno del sito di 21 imbarcazioni provenienti da Lampedusa, storicamente utilizzate nelle rotte della migrazione e destinate alla demolizione o allo smaltimento.

Proprio d’intesa con l’autorità giudiziaria, alla presenza dei responsabili dell’impianto, i Carabinieri e i tecnici dell’ARPA hanno eseguito campionamenti mirati sui materiali presenti a bordo delle barche. L’obiettivo degli esami di laboratorio è stabilire con esattezza la composizione chimica delle strutture per verificare se vi sia la presenza di sostanze tossiche o nocive capaci di far scattare la classificazione di “rifiuto pericoloso”.

Indagini in corso sulla filiera

Le indagini dei Carabinieri del Centro Anticrimine Natura non si fermano al sequestro. Gli accertamenti investigativi, tuttora in corso, puntano ora a verificare la corretta caratterizzazione dei rifiuti finiti nell’impianto, la conformità di tutte le operazioni di trattamento eseguite fino ad oggi e le precise responsabilità dei soggetti coinvolti nelle varie fasi della filiera di smaltimento.

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