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Radio Studio 5

Permane lo stato di agitazione della marineria di Sciacca

Permane lo stato di agitazione della marineria di Sciacca, impegnata in una serie di vertici presso l’area portuale per definire nuove strategie di mobilitazione. La crisi, innescata dall’instabilità geopolitica in Medio Oriente, ha determinato un incremento del 50% del costo del gasolio per uso pesca, rendendo i costi operativi superiori ai ricavi delle battute ittiche. Gli armatori locali sollecitano con urgenza l’attivazione di ammortizzatori sociali, agevolazioni fiscali e ristori economici per scongiurare il collasso definitivo di un pilastro dell’economia territoriale. Oltre all’emergenza congiunturale, emerge la criticità di un parco imbarcazioni tra i più obsoleti d’Italia. Gli operatori chiedono un piano straordinario di rottamazione e rinnovo della flotta, finalizzato alla transizione verso unità più moderne, sicure ed efficienti. Senza un intervento organico sulle infrastrutture e una riforma strutturale del settore, il rischio di un disimpegno di massa appare ormai concreto, minacciando la tenuta occupazionale dell’intero indotto marittimo saccense.

Carpe diem

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