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Radio Studio 5

Condanna definitiva a 14 anni per Andrea Bonafede

L’epilogo giudiziario di Andrea Bonafede segna la caduta definitiva di uno dei pilastri dell’invisibilità di Matteo Messina Denaro. Con la conferma della Cassazione a 14 anni per associazione mafiosa, si chiude il cerchio sul geometra che ha “prestato” la propria vita al boss di Castelvetrano. Non si è trattato di un semplice favoreggiamento, ma di una sostituzione d’identità che ha permesso al latitante di accedere a cure mediche e condurre una normalità apparente. Proprio l’uso del nome di Bonafede, nipote dello storico alleato Leonardo, ha paradossalmente offerto al ROS la traccia decisiva per porre fine a 30 anni di ricerche. Oltre alla detenzione, lo Stato ha inferto un colpo patrimoniale disponendo la confisca dell’appartamento e dell’auto intestati al prestanome. La sentenza cristallizza il ruolo centrale della famiglia Bonafede, coinvolgendo anche i cugini Andrea e Laura nella rete di protezione del padrino. Questa condanna ribadisce come la latitanza del boss non fosse un miracolo di mimetismo, ma il frutto di una complicità organica e strutturata. Il verdetto trasforma definitivamente il “volto” clinico di Messina Denaro nel volto di un condannato per mafia.

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