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Radio Studio 5

Mareggiate e caro carburante: la pesca siciliana è in ginocchio. Appello urgente alla Regione

Non è solo una questione di maltempo, ma una vera e propria tempesta perfetta quella che sta travolgendo il comparto della pesca in Sicilia. Da dicembre a oggi, le marinerie dell’isola sono ostaggio di condizioni meteomarine proibitive che hanno paralizzato l’attività, azzerando i redditi di imprese ed equipaggi. In una lettera unitaria indirizzata all’Assessore Regionale all’Agricoltura e Pesca, Luca Sammartino, e al Dirigente Generale del Dipartimento, Giovanni Cucchiara, le principali sigle di categoria (Anapi Pesca, Confcooperative-Fedagripesca, Lega Coop Agroalimentare, AGCI Agrital, UNCI, Unicoop, Federpesca e Agripesca) hanno lanciato un grido d’allarme, chiedendo un incontro urgente per discutere misure di sostegno straordinarie.

Un mare impraticabile: detriti e mucillagini

Il quadro descritto dai rappresentanti del settore è desolante. Le continue mareggiate non hanno causato solo danni materiali a porti e imbarcazioni, ma hanno alterato l’ecosistema marino in modo critico per il lavoro quotidiano:

  • Fondali ostruiti: I fondali sono invasi da detriti e rifiuti portati dalle mareggiate, che distruggono le reti e rendono impossibili le operazioni di pesca.
  • Anomalia mucillagine: Segnalata una presenza massiccia di mucillagine, fenomeno del tutto insolito per la stagione invernale, che soffoca le attrezzature.
  • Porti inagibili: Diverse strutture portuali risultano attualmente non sicure o impraticabili per lo sbarco del pescato e il rifornimento.

La morsa dei costi e lo spettro della crisi internazionale

Oltre alla natura, a remare contro i pescatori siciliani è la geopolitica. L’escalation del conflitto in Medio Oriente ha spinto il prezzo del petrolio sopra gli 80 dollari al barile, con una tendenza al rialzo che terrorizza il comparto. “Il costo del gasolio per i motopesca rischia di raggiungere livelli tali da rendere più oneroso uscire in mare che restare in porto”, spiegano i sindacati. Già oggi le imbarcazioni sono costrette a navigare più a lungo per trovare aree di pesca agibili, consumando più carburante a prezzi sempre più insostenibili.

La richiesta alla Regione

Per i firmatari della nota – tra cui Piero Forte, Nino Accetta e Giovanni Basciano – la situazione non è più gestibile con le sole forze delle imprese. La richiesta al governo regionale è chiara: un tavolo di crisi immediato per varare aiuti concreti che garantiscano la continuità operativa e proteggano le migliaia di famiglie che vivono di pesca in Sicilia.

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