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Radio Studio 5

L’acqua che oggi spaventa e la stessa che domani mancherà

Mentre la cronaca si concentra sui danni, un’analisi tecnica rivela che la vera sfida del territorio agrigentino è la gestione adattiva del ciclo idrico, passando dall’accumulo d’emergenza al contenimento delle piene. Se da un lato il fiume Platani evidenzia la fragilità di argini ancora assenti presso la foce, la Diga Castello emerge come l’unico vero baluardo strategico: in soli sette giorni ha stoccato 3 milioni di metri cubi d’acqua, superando quota 12 e garantendo una riserva vitale contro la siccità futura. Il sistema fluviale mostra però due facce: la resilienza del fiume Verdura, dove le difese in terra hanno retto salvando i raccolti nonostante i problemi di viabilità a Scirinda, e la vulnerabilità del Magazzolo, la cui portata è attualmente mitigata proprio dal monitoraggio dell’invaso a monte. Più che di “dramma”, si dovrebbe parlare di una necessità di infrastrutture costanti: l’acqua che oggi spaventa è la stessa che domani mancherà, rendendo la manutenzione dei letti fluviali e il potenziamento delle dighe l’unica via per trasformare un evento meteorologico in una risorsa gestita.

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