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Radio Studio 5

La nuova frana a Cammordino riporta in evidenza la fragilità di un territorio

Ancora una volta il costone di Cammordino torna a farsi sentire. Nella tarda mattinata di ieri, a Sciacca, pietre e detriti si sono staccati dalla parete rocciosa, scivolando verso il basso in un’area che da tempo è stata interdetta proprio perché ritenuta fragile e instabile. Nessun ferito, nessun danno. Solo, per fortuna, l’ennesimo campanello d’allarme. L’episodio ha richiamato sul posto Guardia Costiera, Protezione civile comunale e tecnici del Comune, impegnati in un sopralluogo per verificare le condizioni della zona soprastante. Le prime valutazioni parlano di una situazione sotto controllo, senza criticità tali da far temere rischi immediati per la sicurezza pubblica. Ma la domanda resta sospesa: quanto a lungo si potrà parlare di normalità? La frana di ieri, pur non avendo avuto effetti diretti, riporta con forza al centro del dibattito la fragilità di un territorio che chiede attenzione continua, non risposte episodiche. La messa in sicurezza, il monitoraggio costante e una reale pianificazione preventiva non dovrebbero essere soluzioni d’emergenza, ma strumenti ordinari. Perché affidarsi alla fortuna, in contesti come questo, non può essere una strategia.

Carpe diem

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