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Radio Studio 5

Il “Re” è solo

La seduta del consiglio comunale di Sciacca è diventata il palcoscenico della definitiva solitudine politica del sindaco Fabio Termine, travolto da una crisi nata e alimentata interamente dentro il Partito Democratico. La revoca dei tre assessori – due legati all’area PD avversaria – ha scatenato una resa dei conti interna che nulla ha a che vedere con l’opposizione cittadina. La corrente democratica esclusa dalla giunta ha chiesto le sue dimissioni, mentre il centrodestra, pur critico, è rimasto ai margini di uno scontro che appartiene al solo PD. Il progetto politico nato nel 2022 si è di fatto dissolto e il direttivo del 27 novembre non sembra più in grado di ricucire nulla. Intanto la mozione di sfiducia, ignorata in passato, torna ad aleggiare come ipotesi concreta. Termine ha provato a difendere il proprio operato, ma il consiglio al completo gli ha voltato le spalle, lasciandolo privo di sostegni tranne quello del solo consigliere Leonte. Ora il sindaco deve rimpiazzare tre assessori in un quadro politico desertificato. La crisi, dominata dagli equilibri interni al PD e dal peso dell’On. Michele Catanzaro, appare fuori controllo. Anche gli assessori revocati sono stati pubblicamente difesi dai consiglieri, rendendo ancora più evidente l’isolamento del sindaco che ha rinunciato alla replica.

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