Sciacca emerge come uno dei territori più critici nella mappa dell’evasione idrica tracciata da AICA: secondo le prime proiezioni tecniche, subito dopo Agrigento è il Comune che presenta il maggior numero di utenze potenzialmente non registrate o irregolari. Un dato che conferma la portata del fenomeno e che colloca la città tra le priorità dell’azione di verifica avviata dall’azienda.
AICA ha diffuso la prima stima sul divario tra le 123.681 utenze domestiche attualmente contrattualizzate e le oltre 179.000 che risulterebbero effettivamente presenti nel territorio provinciale. La forbice evidenzia almeno 55.600 utenze domestiche mancanti, una quota rilevante che incide sul funzionamento del servizio e sui bilanci comunali.
Il quadro diventa ancora più allarmante se si guarda alle utenze non domestiche. A fronte di 7.225 contratti attivi risultano circa 30.000 attività economiche operative, con un possibile sommerso di almeno 22.000 esercizi commerciali, imprese e studi professionali non regolarmente allacciati ai servizi idrici, fognari e di depurazione.
Dati che, secondo AICA, rivelano un fenomeno strutturale, non episodico. “Abbiamo davanti un’enorme area grigia fatta di irregolarità ed evasione”, dichiarano la presidente Danila Nobile e il direttore generale Francesco Fiorino, ribadendo la volontà dell’azienda di procedere fino in fondo con verifiche e controlli.
La proiezione diffusa rappresenta solo una prima fotografia: è già in corso un’analisi più ampia basata sull’incrocio dei dati catastali, delle banche dati TARI dei Comuni, delle anagrafi, della mappatura delle attività economiche e dei sopralluoghi mirati sugli allacci non dichiarati.
AICA annuncia inoltre un’intensificazione dei controlli sugli allacci abusivi e sulla congruità tra residenti, immobili e contratti idrici. Un lavoro che dovrebbe consentire di ridurre il peso economico attualmente sostenuto dagli utenti regolari e di riportare trasparenza nel sistema.
“Legalità e ordine non sono negoziabili”, ribadisce l’azienda, sottolineando come la provincia non possa più permettersi decine di migliaia di utenze invisibili. Con Sciacca tra i principali nodi critici, la lotta all’evasione idrica entra ora nella fase operativa.


