Nella seduta consiliare di ieri sera è accaduto esattamente ciò che in molti avevano previsto. Mezz’ora prima dell’inizio, il Sindaco di Sciacca Fabio Termine ha annunciato alla stampa di avere revocato l’incarico di Assessore a Valeria Gulotta, Simone Di Paola e Alessandro Curreri, poichè, a seguito della loro sottoscrizione del documento presentato in consiglio comunale nella seduta del 3 novembre scorso, è venuto meno il rapporto di fiducia.

Il primo cittadino ha poi ribadito queste sue volontà davanti al consiglio comunale parlando di ricatti e di esercizio del potere da parte del gruppo politico del Pd che fa capo all’On. Michele Catanzaro. Immediata la risposta dei consiglieri Giuseppe Ambrogio, Giuseppe Ruffo e Gabriele Modica, anche loro del PD, vicini alle posizioni di Catanzaro, che hanno parlato di atto gravissimo da parte del Sindaco che ha estromesso dalla sua giunta importanti assessori che si erano impegnati a tempo pieno nell’attività amministrativa con buoni risultati. Uno dei consiglieri, Giuseppe Ruffo, è arrivato addirittura a chiedere le dimissioni del Sindaco Termine. Insomma, nell’aula consiliare Falcone-Borsellino, appena ristrutturata, è andata in scena una lotta fratricida, tutta interna al PD, che ha determinato una deflagrazione che non sarà facile dimenticare. Termine è rimasto, in sostanza, da solo, con accanto i suoi assessori fedelissimi, Dimino, Patti e Sinagra, mentre Leonte era seduto tra i banchi del consiglio. Con questa mossa, il primo cittadino ha tagliato i ponti anche con il Movimento 5 Stelle di Alessandro Curreri e con l’Alleanza Verdi Sinistra di Daniela Campione, anche loro firmatari del famoso documento che ha portato alla rottura dei già precari equilibri politici.

Dai banchi dell’opposizione di centrodestra, naturalmente, non si è persa l’occasione per evidenziare la frattura determinatasi tra il Sindaco Termine, il resto del Partito Democratico e gli altri alleati di centrosinistra. Il primo cittadino ha lasciato, nel suo intervento, una porta aperta al dialogo ma dopo quanto fatto e detto ieri sera sarà davvero difficile ricucire l’alleanza, a meno che qualcuno non rinunci alla propria dignità.


